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Autore: Gilberto Bettinelli, Paola Russomando
 
 
Vannini Editrice
mercoledì 17 settembre 2014
Insegnare con il cooperative learning in una classe di terza media, di Chiara Nesticò (monografico 3/2011)

Classe terza di una scuola secondaria di primo grado, in Firenze, anno scolastico 2009/2010. Era una classe particolarmente difficile, secondo la lettura dell’insegnante di lettere, in cui le dinamiche interpersonali tra gli alunni erano caratterizzate da gelosie e astio, motivi che avevano determinato la divisione del gruppo classe in sottogruppi, il cui scopo era cercare di prevalere sugli altri, evidenziandone le debolezze e accentuando le discordie. Si trattava di tensioni nate sin dal primo anno e che erano andate via via radicandosi.
La composizione del gruppo classe aveva subito delle variazioni durante i tre anni scolastici, fino ad arrivare a contare, nell’ultimo anno, 26 studenti di cui otto stranieri, tutti con buone competenze linguistiche di italiano L2, quanto meno per quanto riguardava la lingua della comunicazione. Questi ultimi erano ben integrati nel gruppo classe, tant’è che davano un loro personale contributo alle differenti fazioni createsi nel tempo, fatta eccezione per due di loro: in un caso, a causa del tardo inserimento in classe (nel novembre della terza), nell’altro per gravi problematiche familiari del ragazzo che, inevitabilmente, incidevano sul suo personale equilibrio e sulle relazioni interpersonali, ciò determinava la tendenza da parte dei compagni ad isolarlo.
Tali radicate tensioni rendevano molto difficile qualsiasi proposta didattica, oltre a rendere il clima quotidiano particolarmente teso (ragione per la quale, spesso, questioni ordinarie diventavano complesse e, talvolta, di difficile risoluzione); come conseguenza era diffusa la tendenza del singolo studente a evitare di esporsi e di distinguersi.
La lettura di queste criticità ha portato alla scelta non tanto di un contenuto su cui lavorare, ma di una metodologia che facilitasse un’interazione positiva fra i ragazzi: è stato perciò scelto il cooperative learning.

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